Dalla torneria alla lavorazione artistica del marmo
O&G Raimondi rappresenta un esempio concreto di come anche una realtà profondamente radicata nella tradizione manifatturiera possa guardare all’innovazione digitale come leva strategica per il futuro. Un percorso che parte da lontano, dalla lavorazione artigianale della pietra, e che oggi si intreccia con temi come digitalizzazione dei processi, gestione dei dati e intelligenza artificiale.
L’azienda nasce e si specializza nella tornitura del marmo e del granito, nonché nella lavorazione dell’onice, delle pietre e del travertino, dedicate principalmente alla realizzazione di elementi cilindrici e decorativi. Nel corso degli anni, però, l’attività si è evoluta progressivamente fino a specializzarsi nella lavorazione di marmi e graniti da blocco, sviluppando competenze sempre più avanzate nella realizzazione di forme complesse ricavate dal massello.
Una crescita costruita nel tempo grazie a competenze tecniche, sensibilità artigianale e capacità di adattarsi alle esigenze del mercato. Ancora oggi il valore distintivo dell’azienda risiede nell’esperienza maturata sul campo e nella qualità del lavoro umano, elementi fondamentali in un settore dove ogni lavorazione presenta caratteristiche uniche. L’obiettivo è preservare l’artigianato tradizionale integrando al contempo nuove tecnologie e le attrezzature più avanzate disponibili sul mercato.
Il ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale
“Pur essendo un lavoro che richiede sensibilità ed esperienza umana – racconta Simone Raimondi, titolare di O&G Raimondi – crediamo che l’intelligenza artificiale possa aiutarci a elaborare grandi quantità di dati e supportare sia la produzione sia gli operatori”.
Ed è proprio da questa riflessione che nasce l’interesse dell’azienda verso l’innovazione digitale. In un contesto produttivo caratterizzato da lavorazioni artistiche e altamente personalizzate, la capacità di raccogliere, organizzare e interpretare dati può infatti diventare un elemento decisivo per migliorare l’efficienza operativa e organizzativa.
Per O&G Raimondi il tema non riguarda soltanto l’automazione o l’introduzione di nuove tecnologie, ma soprattutto la possibilità di valorizzare il patrimonio di conoscenze costruito negli anni. Ogni lavorazione, ogni scelta tecnica e ogni intervento dell’operatore rappresentano infatti informazioni preziose che, se opportunamente raccolte e strutturate, potrebbero trasformarsi in un supporto concreto sia per la produzione sia per la trasmissione del know-how aziendale.
Il percorso di assessment di maturità digitale
Un momento particolarmente importante in questo percorso è stato l’assessment di maturità digitale con il percorso di AI Adoption realizzato con il Digital Innovation Hub di Confindustria Lombardia. L’attività ha permesso all’azienda di analizzare il livello di digitalizzazione raggiunto nei propri processi aziendali, offrendo una fotografia chiara della situazione attuale e delle possibili aree di sviluppo, in ottica di adozione di Intelligenza Artificiale.
La roadmap di trasformazione digitale è stata realizzata grazie ai finanziamenti del PNRR messi a disposizione attraverso il progetto DAMAS, che sostiene le imprese nei percorsi di trasformazione digitale e innovazione tecnologica.
Per il team aziendale, il percorso di assessment si è rivelato particolarmente utile anche dal punto di vista culturale e strategico. Spesso, infatti, le imprese adottano strumenti e pratiche digitali senza percepirne pienamente il valore, considerandoli semplicemente parte della normalità operativa quotidiana.
È proprio ciò che è accaduto anche in O&G Raimondi. L’analisi ha infatti evidenziato come molte attività e processi digitalizzati fossero già integrati nel lavoro quotidiano dell’azienda, pur non essendo percepiti come elementi distintivi rispetto al contesto di settore.
“Pensavamo che non ci fosse quasi digitalizzazione, perché tante cose le davamo per scontate”, spiega Raimondi. “In realtà abbiamo scoperto di essere a un livello superiore alla media del nostro settore”.
Innovazione tecnologica e gestione della complessità
Un risultato che ha portato l’azienda a riflettere ulteriormente sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, in particolare rispetto all’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi e organizzativi.
Nel settore della lavorazione artistica del marmo e del granito, infatti, la gestione dei dati rappresenta una sfida particolarmente complessa. Ogni progetto richiede valutazioni specifiche, adattamenti continui e un elevato livello di esperienza tecnica. La quantità di informazioni necessarie per supportare le lavorazioni può diventare molto elevata, così come la necessità di coordinare competenze, macchinari e attività operative.
Secondo l’azienda, proprio l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare uno strumento utile per gestire questa complessità, aiutando a elaborare grandi moli di dati e a fornire supporto agli operatori nelle diverse fasi della produzione.
L’obiettivo, però, non è sostituire il contributo umano, bensì valorizzarlo. In un settore artistico e manifatturiero come quello della lavorazione della pietra, l’esperienza dell’operatore resta centrale. L’innovazione tecnologica viene quindi vista come un supporto capace di affiancare le persone, migliorando l’organizzazione delle informazioni e facilitando i processi decisionali.
La sfida di tramandare il know-how aziendale
Tra le riflessioni emerse durante il confronto sulla roadmap di trasformazione digitale con gli elementi di adozione di Intelligenza Artificiale, una delle più importanti riguarda proprio il tema della trasmissione delle competenze.
Per aziende come O&G Raimondi, infatti, il know-how non è costituito soltanto da procedure tecniche formalizzate, ma anche da esperienza pratica, intuizioni, sensibilità estetica e capacità di risolvere problemi complessi maturate nel tempo. Un patrimonio prezioso, ma spesso difficile da trasferire alle nuove generazioni o da strutturare all’interno di sistemi organizzativi tradizionali.
“Ci siamo chiesti se esista un modo per elaborare queste conoscenze e cristallizzarle in un sistema digitale”, racconta Simone Raimondi. “Siamo ancora nella fase delle idee e della ricerca della strada giusta, ma l’obiettivo è riuscire a preservare e trasmettere il nostro know-how”.
L’idea è quella di trasformare progressivamente le conoscenze aziendali in dati strutturati, programmi e database capaci di raccogliere e conservare le competenze sviluppate nel corso degli anni. Un approccio che potrebbe contribuire non solo a migliorare l’efficienza produttiva, ma anche a garantire continuità e valorizzazione del patrimonio artigianale aziendale nel lungo periodo.
Un percorso utile anche per altre imprese
L’esperienza vissuta da O&G Raimondi dimostra come la trasformazione digitale non riguardi esclusivamente grandi aziende o processi altamente automatizzati. Anche realtà manifatturiere legate alla tradizione possono infatti trovare nella digitalizzazione strumenti utili per affrontare nuove sfide, migliorare l’organizzazione e preservare il proprio patrimonio di competenze.
Per questo motivo, Simone Raimondi consiglia anche ad altre imprese di intraprendere un percorso di assessment di maturità digitale, affrontandolo senza pregiudizi e con la volontà di mettersi in discussione.
“Consigliamo di affrontarlo senza preconcetti: è un percorso che aiuta a capire dove si è e soprattutto quali domande bisogna iniziare a farsi. Ed è proprio da lì che possono nascere le soluzioni”.