Innovare i processi aziendali partendo dall’analisi concreta dei bisogni: è questa la sfida che Inoxea ha affrontato grazie al progetto MIA Lombardia, promosso dal Digital Innovation Hub Lombardia di Confindustria Lombardia.
Attraverso il supporto di un manager individuato dal DIH Lombardia, l’azienda ha definito una roadmap di crescita orientata al miglioramento dell’efficienza e alla valorizzazione delle proprie competenze.
In questa intervista, Armando Grandi, Direttore di Inoxea, racconta il percorso svolto, i risultati ottenuti e le prospettive future.

L’azienda, attiva a Brescia dal 1962, è un punto di riferimento nel mondo degli acciai inossidabili. Si articola in quattro divisioni: commercio inox che fornisce prodotti in acciaio inossidabile, taglio plasma e laser ad alta definizione conto terzi, divisione lavorazioni che si occupa di carpenteria, lavorazioni meccaniche, saldature manuali e saldature meccaniche e, infine, Inoxeart che crea oggetti d’arredo in acciaio inossidabile realizzati a mano ed in serie limitata.
1. Qual era la situazione di partenza di Inoxea prima dell’avvio del progetto MIA Lombardia e quali erano le principali esigenze dell’azienda?
Prima dell’avvio del progetto MIA Lombardia, la nostra azienda si trovava in una fase di transizione ed evoluzione. Avevamo già avviato diverse iniziative interne volte alla digitalizzazione dei processi aziendali, consapevoli dell’importanza strategica dell’innovazione digitale. Tuttavia, questi interventi erano ancora frammentati e non sempre inseriti all’interno di una visione strutturata e di lungo periodo.
La nostra esigenza principale era quindi quella di dare coerenza e metodo al percorso di trasformazione digitale, comprendendo meglio a quali processi dare la precedenza e come integrare le soluzioni tecnologiche già adottate.
2. Cosa vi ha spinto ad aderire al progetto MIA Lombardia e quali aspettative avevate all’inizio del percorso?
La decisione di aderire al progetto MIA Lombardia è nata dalla volontà di confrontarci con un punto di vista esterno, qualificato e competente, che potesse aiutarci a valutare se la direzione intrapresa fosse realmente quella più adatta alle nostre esigenze aziendali. Sentivamo il bisogno di un supporto che non fosse solo tecnologico, ma anche strategico e metodologico.
Le aspettative iniziali erano quelle di ricevere indicazioni concrete su come pianificare in modo più strutturato il percorso di digitalizzazione. Ci aspettavamo inoltre di acquisire maggiore consapevolezza sugli strumenti disponibili e sulle migliori pratiche da adottare, per procedere con maggiore sicurezza, evitando interventi isolati e massimizzando il valore degli investimenti effettuati.
3. Che tipo di supporto avete ricevuto nell’ambito del progetto e in che modo è stata definita la roadmap di sviluppo per l’azienda?
Il supporto ricevuto nell’ambito del progetto si è articolato principalmente in due momenti fondamentali: una fase di analisi interna approfondita condotta dai referenti di DIH Lombardia e la successiva restituzione tramite un report strutturato e dettagliato.
Già durante la fase di analisi e di condivisione dei nostri processi interni, il confronto ha rappresentato un’importante occasione di autoanalisi, permettendoci di riflettere in modo più critico sul livello di maturità dei nostri processi relativi al percorso di digitalizzazione intrapreso.
Il dialogo e lo scambio continuo hanno generato fin da subito spunti concreti e suggerimenti operativi su come intervenire per migliorare e ottimizzare le attività aziendali. Queste indicazioni sono state poi formalizzate nel report finale, che non si è limitato a una semplice fotografia dello stato dell’arte, ma si è rivelato un vero e proprio strumento di lavoro. Insieme alla roadmap di sviluppo, il documento ci ha supportato nella definizione delle priorità e dei prossimi step di miglioramento.
4. Quali sono stati i principali cambiamenti o miglioramenti introdotti grazie al progetto?
Il principale cambiamento introdotto dal progetto è stato l’adozione di un approccio più analitico e strategico, che ci ha permesso di superare una visione limitata ai singoli processi per adottare uno sguardo più ampio e trasversale sull’organizzazione nel suo complesso. Questo ci ha aiutato a definire con maggiore chiarezza la direzione da intraprendere e a tradurre tale visione in azioni concrete e coerenti.
Un ulteriore miglioramento è stato l’avvio di una riflessione strutturata sul futuro dell’azienda in termini di digitalizzazione. Non con l’obiettivo di implementare tutto immediatamente, ma con la volontà di costruire basi solide, predisponendo l’azienda a successivi step migliorativi.
5. Avete riscontrato benefici concreti in termini di organizzazione, processi o visione strategica?
Abbiamo riscontrato benefici concreti soprattutto in termini di visione strategica e consapevolezza organizzativa. L’approccio di analisi dello stato attuale e gli strumenti messi a disposizione attraverso il report ci stanno aiutando a comprendere con maggiore chiarezza verso quali obiettivi tendere e come strutturare il percorso di miglioramento.
La roadmap si è rivelata uno strumento fondamentale, in quanto ha tracciato una direzione chiara e condivisa da seguire per evolvere in modo progressivo e coerente. Il progetto ha permesso inoltre di far emergere alcune aree in cui la nostra azienda risulta meno strutturata rispetto ad altre, incrementando significativamente la consapevolezza sui punti di debolezza e sulle priorità di intervento.
6. In che modo l’esperienza con il progetto MIA Lombardia ha influenzato le scelte future di Inoxea?
L’esperienza maturata grazie al progetto ci ha innanzitutto aiutato a definire un piano di sviluppo chiaro e strutturato, che rappresenta oggi un riferimento concreto per le scelte future dell’azienda. In particolare, ci ha consentito di mettere ordine e dare una sequenza logica e cronologica ai processi da attuare, evitando interventi scollegati fra loro o dettati dall’urgenza del momento.
Le tempistiche con cui stiamo procedendo nella digitalizzazione dei diversi processi sono infatti il risultato di riflessioni più consapevoli, basate sulle priorità individuate e sulle risorse disponibili. Questo approccio ci permette di affrontare il cambiamento in modo graduale ma coerente, mantenendo una visione di lungo periodo e ponendo basi solide per le evoluzioni future.

L’esperienza di Inoxea conferma come la trasformazione digitale non sia un percorso improvvisato, ma un processo che richiede analisi, pianificazione e una chiara definizione delle priorità. Il progetto MIA Lombardia e il supporto del DIH Lombardia hanno rappresentato per l’azienda un’occasione concreta per strutturare la propria crescita, rafforzare la consapevolezza interna e costruire una roadmap solida per il futuro.
Un esempio di come, anche per le PMI, il supporto strategico e metodologico possa fare la differenza nel trasformare l’innovazione digitale in un reale vantaggio competitivo.
